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COME AVERE UNA CASA PULITA SENZA RIMANERE CON LA COSCIENZA SPORCA …ovvero ecologia nelle pulizie di casa… (parte prima) a cura di Daniela Re
Ogni volta che ci accingiamo a pulire, lavare, ecc. ecc., utilizziamo uno dei numerosi prodotti che il mercato ci mette a disposizione. La gamma dei prodotti per la casa, in effetti, si è notevolmente ampliata negli ultimi anni. Ma sono realmente necessari? E, soprattutto, che effetto hanno sull’ambiente e sulla salute? Le conseguenze dei prodotti chimici utilizzati per le pulizie domestiche sono varie, di grado più meno grave; la cosa interessante è che la maggior parte di essi può essere rimpiazzata da sostituti più ecologici, che in molti casi sono anche più economici. L’elenco che segue vuole dare una panoramica sui migliori eco-sostituti ai detergenti in commercio; anche ad una veloce lettura emerge subito che i prodotti essenziali si riducono ad un numero ristretto, essi sono inoltre facilmente reperibili e a basso costo. Si può aggiungere infine che nella pulizia l’ingrediente fondamentale è l’ "olio di gomito", più che il detersivo: quest’ultimo è efficace fino ad un certo punto, se non si pulisce spesso e a fondo.. LAVARE LA BIANCHERIA Inutile ripetere quanto inquinanti siano i detersivi tradizionali (c’è scritto pure sopra…). La soluzione migliore, più economica e versatile è il sapone di Marsiglia. A scaglie, in panetto o liquido, soddisfa ogni esigenza. Bisogna assicurarsi che sia vero sapone di Marsiglia, ovvero ottenuto solo con materie di origine vegetale. Diffidare quindi dei saponi di Marsiglia del supermercato (tipo l’omino bianco o il sole,ecc..). Ultimamente sono usciti sul mercato detersivi liquidi e in polvere su cui compare la scritta "con sapone di Marsiglia" "naturale", o cose simili; attenzione perché non sono altro che detersivi tradizionali a cui è stato aggiunto l’ingrediente "naturale". BUCATO A MANO Fare sciogliere in poca acqua calda il sapone di Marsiglia in scaglie (50 gr. per 5 litri d’acqua) o in panetto. Va bene sia per i delicati che per il bucato normale. BUCATO IN LAVATRICE Fare sciogliere il sapone di Marsiglia in scaglie ( 70/90 gr. per 5 kg. di bucato, a seconda della durezza dell’acqua- a Firenze è molto dura). Oppure mettere direttamente nel cestello. Un vasetto di yogurt corrisponde circa ad 80 gr. In genere oltre i 40°C il sapone di M. tende a fare troppa schiuma; alcune marche però non presentano questo problema. La ditta F.lli Risso di Imperia produce un sapone in scaglie passato in forno, che si può adoperare a tutte le temperature. A meno che il bucato non sia molto sporco lavare a 40°C è comunque più che sufficiente n.b. in tutti i casi si può usare il Marsiglia liquido, è un po’ più comodo ma è più caro. AMMORBIDENTE E’ un prodotto evitabile; un’alternativa è aggiungere un bicchiere di acqua e aceto bianco nella vaschetta del detersivo nell’ultimo risciacquo SBIANCANTE Per sbiancare i capi la candeggina è sicuramente il prodotto più efficace. Purtroppo è molto inquinante, non dovrebbe essere smaltito nel lavandino. Le alternative sono: 1) stendere i capi al sole (l’effetto sbiancante è abbastanza blando e dipende dalla latitudine) 2) bollire in acqua alcune fette di limone ed immergervi i capi di cotone (azione blanda) 3) utilizzare, al posto degli sbiancanti a base di perborato (tipo Omino Bianco), il percarbonato. Il perborato è un composto inquinante, esso è inoltre presente nei detersivi tradizionali. Il percarbonato è composto in massima parte da pietra calcarea e sale. Si trova nei negozi ecologici (lo produce la Ecover). PULIRE LA CUCINA In questo ambito sono fondamentali: bicarbonato, aceto, limone e sale. PULIRE STOVIGLIE ANNERITE. Immergere l’oggetto o riempirlo di acqua bollente aggiungere un cucchiaio di bicarbonato. Lasciare riposare per tre ore poi sciacquare. Questo metodo è molto efficace ed è consigliato per le teiere e le caffettiere, che non dovrebbero essere pulite con del detersivo. Per le pentole in alluminio non usare il bicarbonato ma le pagliette fini e il detersivo. PULIRE LA BISTECCHIERA. Dopo l’uso pulirla con la mollica di pane (rimane comunque un po’ unta). Per togliere gli odori coprirla di acqua calda con alcune gocce di limone. PULIRE I FORNELLI. Passare con una spugna imbevuta di acqua calda e bicarbonato oppure acqua calda e aceto bianco. L’aceto è sgrassante e rende le superfici luminose; particolarmente indicato per i fornelli in acciaio. Gli sgrassanti in crema dovrebbero essere evitati perché contengono ammoniaca. Decisamente migliori gli sgrassanti in polvere a base di quarzo polverizzato. PULIRE IL FORNO. Sono da evitare assolutamente i prodotti in spray specifici (contengono soda caustica, solventi e molte altre sostanze nocive). C’è anche il rischio di non riuscire a rimuoverli del tutto. I residui rimanenti negli interstizi del forno si liberano sui cibi cotti successivamente. La prima regola è pulire il forno spesso, utilizzando acqua calda in cui sia stato sciolto bicarbonato e/o limone e/o aceto bianco. PULIRE IL TAVOLO DI MARMO. Passare una spugnetta imbevuta di una miscela di polvere di pomice e aceto bianco. TOGLIERE GLI ODORI SGRADEVOLI DALLE STOVIGLIE. Utilizzare acqua calda e succo di limone; funziona anche per togliere l’odore di uovo e per lo scarico del lavandino. PULIRE SUPERFICI LAVABILI. Utilizzare una miscela di aceto bianco e acqua calda. Efficace, economico, ecologico. DISGORGARE I TUBI DI SCARICO. L’azione preventiva consiste nell’utilizzare le griglie per i lavandini. Per prima cosa provare col seguente metodo: versare sopra lo scarico 4 cucchiai di sale grosso, poi 4 cucchiai di bicarbonato ed infine una pentola di acqua bollente. Questo metodo è utile in caso problemi lievi. Se non funzionasse bisogna comunque ricorrere ai disgorgatori tradizionali che, però, sono delle vere e proprie bombe chimiche. LAVARE I PAVIMENTI. Per le piastrelle e per il cotto versare un bicchiere di aceto bianco in acqua calda; risciacquare. Per il pavimento in legno: passare uno straccio appena umido con un po’ di detergente; risciacquare. Alternativamente si possono utilizzare i panni magici costituiti di fibre di poliestere; essi non abbisognano di detersivo. PULIRE IL BAGNO. Vale quanto detto per le creme sgrassanti (vedi PULIRE I FORNELLI). PULIRE IL WATER. Versare un bicchiere di aceto caldo, oppure utilizzare lo scopino su cui si è versato bicarbonato. PULIRE I VETRI. Uno dei classici casi in cui i prodotti chimici sono perfettamente inutili. Imbibere la carta di quotidiano di alcool e appallottolarla. Il risultato è ottimo anche perché l’inchiostro aiuta a far risplendere i vetri. PULIRE OGGETTI VARI. RAME E ARGENTO. Passare con un panno morbido e succo di limone, risciacquare con acqua fredda. ALLUMINIO: strofinare con un panno imbevuto di succo di limone, risciacquare con acqua calda. BRONZO: strofinare con un panno imbevuto di alcool. OTTONE: strofinare con un panno imbevuto di aceto bianco e sale nella stessa quantità. AVORIO: strofinare con un panno imbevuto di latte tiepido miscelato con succo di limone. OGGETTI IN PORCELLANA FINE: strofinare con un panno imbevuto di acqua fredda e succo di limone. STIPITI E ZOCCOLI IN MARMO: strofinare con la parte interna della buccia della mela. Sembra strano ma funziona. OGGETTI IN PERGAMENA: pulire con una soluzione composta da mezzo litro di acqua e mezzo cucchiaio di aceto bianco. PULIRE MOBILI ANTICHI O IN LEGNO MASSELLO O LUCIDATI A CERA. Il metodo più semplice è spolverare il mobile, passare un generoso strato di cera vergine d’api con un panno di lana, lasciare riposare 2/3 ore, poi lucidare energicamente con un panno di lana. La cera vergine si trova facilmente anche nelle mesticherie. Questo metodo è efficace anche come antitarme. Un altro metodo consiste nel passare periodicamente dell’olio di lino per mobili o dell’olio di noce (per mobili scuri). TOGLIERE LE MACCHIE DI UNTO SUI MOBILI. Coprire subito la macchia con sale fino e borotalco. Dopo un quarto d’ora asportare con un panno appena umido.
Tutti questi "rimedi" sono stati ricavati da consigli di persone anziane o articoli su varie riviste e pubblicazioni. La maggior parte di essi sono stati sperimentati. |