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ETICAMENTE
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Daniela re- email: daniela.re@katamail.com TITOLO Appunti sul
risparmio energetico In Italia vi è una crescente preoccupazione
derivante dal costante aumento dei prezzi dell’energia elettrica, ma non è
solo per motivazioni economiche che è necessario un ripensamento dei consumi
energetici. La domanda mondiale di energia è in costante
crescita e secondo le previsioni il trend non accennerà a diminuire nei
prossimi anni. Questo vale anche per l’Italia. Come viene prodotta l’energia elettrica nel nostro
paese? Se escludiamo la produzione idroelettrica e la quota marginale dovuta
alle altre energie rinnovabili (essenzialmente eolica e fotovoltaica) da
noi si ottiene l’80% dell’energia bruciando petrolio nelle centrali ENEL[1].
Energia che per il 30% circa viene dispersa (quindi sprecata) attraverso la rete
di distribuzione. Accendendo una lampadina o ascoltando un CD noi contribuiamo
all’aumento di produzione di CO[BP1]2
,
dell’effetto serra, dell’inquinamento atmosferico, del surriscaldamento del
pianeta, ecc. ecc. E’ ovviamente auspicabile che le energie
rinnovabili possano aumentare in maniera consistente, d’altro canto è però
necessaria una riduzione dei consumi, che spesso sono il frutto di un utilizzo
irrazionale dell’energia. Molto si può fare nelle nostre case per una
riduzione della bolletta della luce: questo è uno dei tanti casi in cui la
sensibilità per i problemi ambientali si unisce ad un vantaggio economico. Vediamo qui di seguito i principali accorgimenti. La
maggior parte dei consigli sono immediatamente attuabili, non presuppongono
alcun bagaglio tecnico specifico. Il primo passo:
consumare in maniera intelligente Prima
di tutto bisogna considerare un concetto fisico fondamentale: la Potenza
(espressa in Watt) è uguale all’energia fratto il tempo. Dato quindi un
elettrodomestico di una certa potenza (ad esempio un phon di 1000 Watt) per
calcolare l’energia che consuma dobbiamo moltiplicare la sua potenza per le
ore in cui è in funzione. Da ciò deriva la constatazione che sui consumi
incide sia la potenza, sia il tempo, per cui un apparecchio poco “potente”
che però viene tenuto acceso in continuazione può incidere molto di più di un
elettrodomestico energivoro usato saltuariamente. Il
primo consiglio è quello di spegnere gli apparecchi quando non si utilizzano
(spesso si lasciano accese le luci, i televisori, gli stereo..). Una abitudine
frequente è quella di non spegnere le
spie di accensione degli apparecchi TV o dei computer. Esse consumano poco,
pochissimo, ma sono in funzione 24 ore al giorno, 365 giorni l’anno: alla fine
si pagano anche quelle. Per
quanto riguarda i grossi elettrodomestici la lavatrice rappresenta una delle
voci più consistenti del consumo domestico. Cercare di fare lavaggi a pieno
carico è una raccomandazione quasi scontata; se proprio non si può, esiste
ormai in tutti i modelli il tasto economico “E” per carichi di biancheria
fino a 2,5 kg. Alcuni modelli hanno anche un dispositivo di peso che regola
automaticamente il tipo di lavaggio e i consumi. Anche la temperatura di
lavaggio influisce, poiché la maggior parte dei modelli in commercio scalda
l’acqua con una resistenza elettrica (nel modo più costoso): se i capi non
sono molto sporchi è sufficiente lavare a 40°, in ogni caso è da evitare il
lavaggio a 90° che oltretutto rovina i tessuti. Una
vera croce per molte famiglie italiane:parliamo dello scaldaacqua elettrico, che
fa aumentare considerevolmente il costo della bolletta. Il “boiler” consuma
molto, sia perché l’acqua calda prodotta ha un prezzo più che doppio
rispetto a quella prodotta con la caldaia a gas[2],
sia perché lo si usa male. La cosa
migliore è sostituirlo con una caldaia a gas o ancor meglio con i pannelli
solari. Soprattutto nel primo caso il costo di investimento si ammortizza in
breve tempo. Se ciò non è possibile si possono adottare i seguenti
accorgimenti: regolarlo ad una temperatura “bassa” (a 40° C è più che
sufficiente) per evitare di produrre acqua bollente e poi miscelarla con acqua
fredda; accendere il boiler solo alcune ore al giorno (ad esempio per otto ore
durante la notte): l’acqua calda si mantiene
a lungo ( a meno che non ci si faccia 3-4 bagni al dì , anche per tutta
la giornata); spegnere lo scaldabagno quando ci si assenta da casa anche solo
per un giorno. Sostituendo inoltre la parte terminale dei rubinetti dei
lavandini con degli areatori o diffusori (si trovano nelle ferramenta e costano
dalle 3.000 alle 10.000 £) di acqua, che miscelano il getto con dell’aria si
consuma il 50% dell’acqua e, di conseguenza, il 50% di energia quando
l’acqua è calda. Prevenire è
meglio che curare: apparecchi più efficienti Cominciamo
dal piccolo: le lampadine a risparmio energetico. Esse sono più costose di
quelle normali ad incandescenza (dalle 10.000 alle 30.000 £) ma durano 10 volte
tanto (10.000 ore circa) e consumano l’80% in meno (per avere la stessa
illuminazione è sufficiente comprare una lampadina con una potenza 5 volte
inferiore). Il calcolo è presto fatto: ipotizzando di sostituire 8 lampadine
“normali” da 100W e 4 da 40W con altrettante a risparmio da 20W e 7W,
utilizzate in media 3 ore al giorno, otterremmo un risparmio annuale di 193.000£
per 10 anni (la durata delle lampadine)[3].
esse si usano come le normali lampadine; hanno però una luce un po’ diversa,
più “fredda”. Al
momento di scegliere i lampadari, è da tenere presente che quelli a più luci,
generalmente rivolte verso l’alto (reminescenza - solo estetica- degli antichi
candelabri) hanno una efficienza inferiore. Se si vuole avere la stanza
illuminata sono da preferire i lampadari ad una sola luce rivolta verso il
basso. Per quanto riguarda gli elettrodomestici se si devono
comprare nuovi fate attenzione all’”etichetta energetica”. Secondo una
disposizione europea i rivenditori sono obbligati ad esporre su ogni
elettrodomestico (per ora su frigoriferi e lavatrici, in seguito anche sulle
lavastoviglie) una etichetta che indica la performance dell’apparecchio. Su di
essa vi è indicata una lettera dalla A (minimo consumo) alla G (consumo
massimo); questo per consentire al consumatore di valutare il suo acquisto non
solo sulla convenienza immediata(il prezzo) ma anche sul risparmio nel tempo. Le
differenze sono davvero consistenti: un frigorifero di classe A consuma
mediamente 82.000 £ all’anno, uno di classe G
può arrivare alle 284.000£/anno[4]
[1] Dati ENEA [2] Consumi e spese medie di una famiglia per l’acqua calda sanitaria
(1) con £/kWh = 500 (2) con £/mc = 1350 FONTE DATI: ANEA - Napoli [3] Il calcolo è il seguente lampadine a incandescenza (8 • 100 W) + (4 • 40W) = 960W • 3h = 2880 Wh (consumo giornaliero) 2880Wh • 365gg= 1051,2 KWh (consumo annuale) lampadine
a risparmio energetico (8 • 20 W) + (4 • 8W) = 192W • 3h = 576 Wh (consumo giornaliero) 576Wh • 365gg= 210,24 KWh (consumo annuale) Risparmio energetico 840,96 Kwh Risparmio economico 193.400£(1) (1) ipotizzando una fascia di consumo media, si applica il prezzo di £ 230/kwh [4] dati |