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Visita di un produttore del Vietnam a Scandicci

Visita di un produttore del Vietnam a Scandicci
(www.craftlink-vietnam.com
)

Ciao amici!
Vi invio qualche nota sulla conferenza tenuta dal "gran bel produttore" (la battuta è di Marco Bindi, ma l'abbiamo condivisa tutti!) vietnamita.

 

Venerdì scorso, presso la Palazzina Residenziale di Scandicci, si è tenuta
la conferenza di Tran Tuyet Lan, responsabile dell'organizzazione no profit
Craft Link, che ha sede a Hanoi, Vietnam. La bellissima Lan, in abito forse
tradizionale (qualcuno lo ha chiesto?) e comunque molto suggestivo, ci ha
mostrato un video sulla sua nazione, purtroppo in bianco e nero (la
globalizzazione non prevede sistemi vhs standard!), più una serie di
diapositive sull'attività di formazione dei produttori di etnia Ta Oi e
Thai neri (dal colore delle vesti tradizionali) e sulla realizzazione dei
manufatti. Inoltre, ci ha raccontato la storia dell'organizzazione e i
principi che la regolano.

Craft Link nasce nel 1996, grazie all'aiuto di ONG internazionali, con lo
scopo di favorire l'occupazione di soggetti svantaggiati e garantire uno
stipendio equo ai lavoratori. Apre subito un punto vendita di artigianato a
Hanoi.
I produttori di Craft Link, oggi, sono divisi in 15 cooperative e si
contano circa 5000 lavoratori. Di questi, il 30% sono persone con handicap
fisici che lavorano presso centri umanitari, mentre il 70% sono quelle
minoranze etniche sfavorite dalle condizioni ambientali e dall'isolamento.
Lan ci ha spiegato che in Vietnam convivono 54 etnie diverse. Di queste, 53
vivono in zone remote ed occupano il 15% del territorio, la restante, la
predominante, ne occupa l'85%. Non esiste discriminazione fra le etnie, ma
la distanza e la mancanza di comunicazione rallenta lo sviluppo di alcune
di queste.
Craft Link è strutturato in due dipartimenti, quello dello SVILUPPO che si
occupa della formazione del produttore e della definizione del prodotto; e
quello del COMMERCIO che si occupa di marketing, della gestione della
vendita all'ingrosso, al dettaglio e dell'esportazione.
Per la scelta dei produttori, Craft Link individua i gruppi etnici che
vivono in zone remote, quindi di scarsa accessibilità e con difficoltà di
scambi commerciali. Sceglie ed elabora i manufatti (il design, le materie
prime) che possono essere realizzati, secondo le tradizioni e la
reperibilità locali. Contatta anche le amministrazioni locali per essere
certa di poter far accettare la propria presenza nel ruolo di "consulente".
Il progetto comincia con la creazione di un gruppo di lavoro che dovrà
diventare autonomo: Craft Link costituisce un consiglio formato da tre
figure locali - un direttore, un  amministratore e un contabile -  e le
istruisce. In una seconda fase, i lavoratori lavorano con il designer di
Craft Link per definire l'articolo da produrre ed attribuirgli il codice
(necessario per l'esportazione).

Le decorazioni ripropongono disegni permeati dalla tradizione, grazie anche
allo studio dei manufatti conservati nei musei etnografici che permettono
di ritrovare i patterns originali del luogo.
Come succede in quasi tutta l'arte delle civiltà tribali, le forme, seppur
riproposte in maniera stilizzata, prendono spunto dalla natura. Le
"greche", dunque, sono rappresentazioni delle chiocciole, mentre i ricami
"a spina di pesce" sono piantine di riso e, ancora, le spirali sono i fiori
della canapa (preparerò una schedina grafica che potrete trovare nel
quadernone dei progetti).
La produzione, nella fase iniziale del progetto, è eseguita a mano. Se il
progetto si sviluppa nel modo giusto e cominciano ad entrare soldi, in poco
tempo i produttori possono investire in  macchine da cucire, in un nuovo
tornio o altri mezzi necessari a migliorare la produzione e facilitare il
lavoro. Craft link si fa carico della formazione degli addetti alle nuove
attrezzature. Inoltre, insegna ai produttori a comprare le materie prime e
a prezzare gli articoli. Il prezzo deve tener conto del costo del lavoro,
del costo delle materie prime, del margine di rischio, del trasporto, e
dell'accantonamento per lo sviluppo. Più crescono i produttori, più
crescono gli accantonamenti: questi permettono l'acquisto di macchinari e
scorte, nonché l'organizzazione di  iniziative sociali, principalmente
corsi di alfabetizzazione.
A un prodotto possono collaborare più progetti (per esempio, per realizzare
alcune  borse possono intervenire più comunità: una per la borsa in stoffa
vera e propria, una per il ricamo da applicare, una per i manici in legno).
Craft Link incoraggia la vendita al dettaglio per i progetti attivati in
zone raggiunte dai turisti e a questo scopo insegna ai produttori come si
gestisce un punto vendita. Negli spacci, accanto ai prodotti, si trovano
spesso anche schede informative e fotografie delle fasi di lavorazione.
I progetti non sono sempre l'attività principale delle comunità locali. A
volte, il progetto si accompagna all'attività rurale, cioè viene svolto
come "seconda occupazione", con lo scopo di inserire lavorativamente alcuni
soggetti (es. madri che devono accudire i figli) o più semplicemente per
innalzare il tenore di vita, per andare un gradino oltre la sussistenza,
comunque garantita dall'agricoltura. Infatti, il commento del video che ci
ha mostrato Lan prima della conferenza, conferma che  la "fame" non sembra
essere un problema in Vietnam, mentre lo è lo sviluppo molto lento,
specialmente nelle aree remote.
I progetti che coinvolgono soggetti fisicamente svantaggiati, invece, sono
perlopiù a tempo pieno.
Una volta avviati, i progetti sono sottoposti a una valutazione accurata,
per capire se le necessità delle famiglie sono cambiate o semplicemente
soddisfatte. Viene verificato anche il fattore ambientale, anche se, già in
partenza, si cerca di utilizzare mezzi a basso impatto (per esempio, per la
lavorazione di tessuti, viene incoraggiato l'uso di tinte naturali o
l'impiego di laboratori di tintura che rispettino le norme contro
l'inquinamento) e viene promossa la conversione delle colture (es.
trasformare i campi coltivati a oppio in coltivazioni di riso).

I progetti confluiscono in una fiera dell'artigianato che si tiene una
volta all'anno, a Hanoi, dove vengono impiegati anche dei volontari (fino a
100) per assistere i produttori all'interno degli stands e fare da
traduttori.
Sempre una volta all'anno, viene organizzata una mostra di lavori su un
particolare tema o su un'etnia, all'interno del Museo di etnologia di Hanoi.
Per l' 8 Marzo, invece, viene organizzata una mostra di manufatti
realizzati da donne, durante la quale vengono assegnati dei premi alle
produttrici, con il duplice scopo di infondere  sicurezza e far loro
prendere coscienza delle capacità che hanno.

Così come la comunità di Salinas, descritta da Enrique giovedì scorso,
anche Craft link accetta volontari! In attesa di partire potete visitare il